Il linguaggio degli alieni: comunicazione e simbolismo nel cinema di Spielberg

Un viaggio attraverso i temi della comunicazione e dell'ignoto nei film di Spielberg

La luce e la musica come linguaggio universale

Nel mondo del cinema, pochi registi hanno saputo esplorare il tema dell’incontro con l’ignoto come Steven Spielberg. La sua opera, a partire da “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, utilizza la luce e la musica come strumenti di comunicazione tra umanità e alieni. Questi elementi non sono solo effetti visivi e sonori, ma rappresentano un linguaggio universale che trascende le barriere culturali e linguistiche. La melodia semplice e ripetitiva composta da John Williams diventa un codice che parla direttamente al nostro inconscio, evocando emozioni profonde e ricordi ancestrali.

Il senso di meraviglia e l’innocenza infantile

Un altro aspetto fondamentale della narrativa spielberghiana è il senso di meraviglia che permea le sue opere. La scelta di François Truffaut nel ruolo dello scienziato Lacombe non è casuale; la sua espressione di innocenza e stupore riflette il “Sense of Wonder” che caratterizza il cinema di Spielberg. Questo sentimento si manifesta nei volti degli scienziati e dei protagonisti, creando un legame emotivo con il pubblico. La famosa “Spielberg Face”, un primo piano che cattura l’ammirazione e la paura, diventa un simbolo di questa connessione profonda tra l’umanità e l’ignoto.

Il messaggio di speranza e la ricerca di verità

Con l’arrivo di “Disclosure Day”, Spielberg sembra affrontare tematiche contemporanee come il complottismo e la ricerca di verità in un mondo dominato da fake news e incertezze. Gli alieni, che in passato rappresentavano figure salvifiche, ora assumono un significato più complesso, riflettendo le ansie e le speranze della società moderna. La comunicazione tra umani e alieni, che un tempo era semplice e melodica, ora appare più intricata e misteriosa, suggerendo che la verità potrebbe essere più sfuggente di quanto si pensi. Tuttavia, il tono del teaser lascia intravedere una possibilità di evoluzione e cambiamento, invitando il pubblico a riflettere su ciò che significa realmente il contatto con l’ignoto.

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